Perchè Gaia non era un essere umano.
Gaia era un Lupo.
Il colpo di pistola spaccò il vetro dell'auto. Il rinculo sbattè via la mano di Andrea.
Preda grossa. Caccia grossa. Pistola grossa.
Gaia spalancò lo sportello e rotolò fuori dall'auto, scomparendo nello spiazzo sabbioso in cui si erano fermati.
Mezzanotte di luna e stelle. Serata perfetta.
Concitazione. Furia. Adrenalina.
Andrea sparò ancora, alla notte, alla sabbia, alla sua stessa auto.
Maledisse se stesso. Maledisse Gaia e la sua stirpe, segnata dal Marchio della Bestia.
Maledisse suo padre e i suoi zii, i Cacciatori, che quella sera lo avevano mandato per stanare il Lupo.
In una bella serata di maggio, come un ragazzo normale che esce con una normale ragazza.
Che ferma la macchina, sul mare, lontano dalla Città, come per darle un bacio.
Che le guarda la lingua, sottile, che le assaggia le labbra, dolci.
Che spera, fino all'ultimo, che lei non sia Lupo.
Ma Gaia era Lupo e Andrea Cacciatore.
Uscì dall'auto, pistola spianata, occhi spalancati.
Giaia era scomparsa, nella notte calda. Il gelo tangibile, dentro di lui.
Adesso il Lupo sapeva.
Sapeva che Andrea non era Preda. Sapeva che era Cacciatore.
Andrea si guardò intorno. Nessuno.
Gli spari erano stati sentiti sicuramente, ma nessuno venne fuori, dalla strada, dalla riva del mare, dalle macchie d'ombra.
Sembrava quasi che Andrea fosse solo.
In un luogo isolato. Vicino al mare.
In una notte di luna e stelle che non era fatta per amarsi.
Non per lui.
Non per Gaia.
Forse era fuggita. Forse stava tornando in Città. Da sola.
Non più Lupo, di nuovo Gaia.
Lontano da Andrea e dalla sua iniziazione alla Caccia.
I vecchi della famiglia Destro avrebbero scosso il capo e si sarebbero segnati con la croce.
Non ce l'aveva fatta. La sua prova era fallita. Il Lupo era scappato. Si sarebbe ricongiunto al Branco. Avrebbe detto che i Cacciatori che li inseguivano da decenni erano in Città, che era ora di trasferirsi di nuovo, che ce n'era un altro tra le loro fila. Uno nuovo.
Andrea.
Un fiato sottile e ferino gli carezzò l'orecchio.
Dietro di lui, senza alcun rumore, Gaia, il Lupo.
No. Non era andata via. Era ancora lì, dietro di lui.
E lui non era Cacciatore.
Era tornato Preda.



