lunedì 28 gennaio 2008

Una sorprendente vicenda di Lupi. Tre


Gaia si spostò di lato. Veloce. Più veloce di un essere umano.
Perchè Gaia non era un essere umano.
Gaia era un Lupo.
Il colpo di pistola spaccò il vetro dell'auto. Il rinculo sbattè via la mano di Andrea.
Preda grossa. Caccia grossa. Pistola grossa.
Gaia spalancò lo sportello e rotolò fuori dall'auto, scomparendo nello spiazzo sabbioso in cui si erano fermati.

Mezzanotte di luna e stelle. Serata perfetta.
Concitazione. Furia. Adrenalina.
Andrea sparò ancora, alla notte, alla sabbia, alla sua stessa auto.
Maledisse se stesso. Maledisse Gaia e la sua stirpe, segnata dal Marchio della Bestia.
Maledisse suo padre e i suoi zii, i Cacciatori, che quella sera lo avevano mandato per stanare il Lupo.
In una bella serata di maggio, come un ragazzo normale che esce con una normale ragazza.
Che ferma la macchina, sul mare, lontano dalla Città, come per darle un bacio.
Che le guarda la lingua, sottile, che le assaggia le labbra, dolci.
Che spera, fino all'ultimo, che lei non sia Lupo.
Ma Gaia era Lupo e Andrea Cacciatore.
Uscì dall'auto, pistola spianata, occhi spalancati.
Giaia era scomparsa, nella notte calda. Il gelo tangibile, dentro di lui.

Adesso il Lupo sapeva.
Sapeva che Andrea non era Preda. Sapeva che era Cacciatore.
Andrea si guardò intorno. Nessuno.
Gli spari erano stati sentiti sicuramente, ma nessuno venne fuori, dalla strada, dalla riva del mare, dalle macchie d'ombra.
Sembrava quasi che Andrea fosse solo.
In un luogo isolato. Vicino al mare.
In una notte di luna e stelle che non era fatta per amarsi.
Non per lui.
Non per Gaia.

Forse era fuggita. Forse stava tornando in Città. Da sola.
Non più Lupo, di nuovo Gaia.
Lontano da Andrea e dalla sua iniziazione alla Caccia.
I vecchi della famiglia Destro avrebbero scosso il capo e si sarebbero segnati con la croce.
Non ce l'aveva fatta. La sua prova era fallita. Il Lupo era scappato. Si sarebbe ricongiunto al Branco. Avrebbe detto che i Cacciatori che li inseguivano da decenni erano in Città, che era ora di trasferirsi di nuovo, che ce n'era un altro tra le loro fila. Uno nuovo.
Andrea.
Un fiato sottile e ferino gli carezzò l'orecchio.
Dietro di lui, senza alcun rumore, Gaia, il Lupo.
No. Non era andata via. Era ancora lì, dietro di lui.
E lui non era Cacciatore.
Era tornato Preda.

martedì 8 gennaio 2008

Una sorprendente vicenda di Lupi. Due.


Era un mostro.

Il male residente nel mondo fin dai suoi primordi.

La stirpe dei lupi, la mala genìa dei predatori dell’uomo, fin dalle oscure foreste dei tempi senza nome.

Homo homini lupus.

Gli uomini non hanno, per volere di Dio, nemici al mondo.

Solo uno.

Altri uomini che nascondono il lupo dentro di loro, che hanno il pelo sotto la pelle.

Gaia era una di loro.

I denti emersero dalle loro cavità, mostrandosi in tutta la loro estensione.

La forma del viso cambiò, la mascella si scompose.

Tutta la sua bellezza era perduta.

Andrea tremò. Freddo. Sudore.

Non era per l’amore che erano venuti in quel luogo.

Non perché fossero amici.

Non per mostrargli il mare e la luna.

Era per altro.

Suo padre aveva avuto ragione.

Gaia era della razza del lupo.

Non ti farò del male.

Il verso della bestia era simile alla voce di Gaia, simile ma non uguale.

Andrea non si fidò. Andrea si fidò di quello che gli avevano raccomandato suo padre e i suoi zii.

La famiglia di Gaia nascondeva il suo segreto con l’isolamento e la follia. Erano fuggiti in Città agli inizi del ‘900 da una terra lontana, portando con sé la morte e lo scempio.

Erano fuggiti in Città e avevano insanguinato le strade per decenni.

E i Destro erano sempre stati sulla loro pista, per decenni.

Adesso Andrea Destro sapeva come fare, ultimo di una stirpe di Cacciatori.

Io sì. Disse.

Estrasse la pistola dalla tasca, la puntò al muso di Gaia e sparò.

venerdì 4 gennaio 2008

Comunismo Creativo

Caponata Meccanica da oggi è considerata una "Collezione di Opere" che nella sua interezza e nell'insieme delle sue parti è soggetta a licenza CREATIVE COMMONS PUBLIC LICENCE, secondo questo codice legale

La licenza consente a chiunque di riprodurre, modificare, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare ogni Opera presente nel Blog, purchè essa non venga usata per fini commerciali, venga rilasciata con licenza analoga a questa e venga citato il suo autore (Mauro Longo - Blog Caponata Meccanica)

Insomma.. il concetto è “usate tutto quello che trovate, se volete, in mille modi, ma senza guadagnarci niente sopra, perchè 'sta roba non è fatta per scopo di lucro”

Ogni prodotto dell'intelligenza umana deve essere condiviso

Tutta l’informazione deve essere libera

mercoledì 2 gennaio 2008

Una sorprendente vicenda di Lupi. Uno.


Gaia.

Bella, capelli lunghi e scuri.. Occhi di un marrone talmente chiaro da sembrare quasi giallo.. Espressione sensuale e selvaggia.. Sguardo colmo di segreti..

Si conoscevano ormai da qualche tempo, ma lei si era sempre rifiutata di farlo salire a casa sua.
C’è mia nonna in casa.. ha una malattia.. è mezza pazza.. è “sgradevole”.. diceva Gaia.
Anche i genitori dovevano essere burberi, scontrosi. Niente di strano, dicevano gli amici, non ti preoccupare.. i parenti di Gaia sono così.. pensa che non hanno nemmeno il telefono, o la televisione.. sono strani.. solitari..
Gaia e suo fratello invece erano simpatici.. Feste, concerti, amici.. tutto normale..

Andrea aveva preso a frequentarla da qualche tempo, dapprima a distanza, introducendosi con discrezione nella sua comitiva, poi sempre più in confidenza e intimità.

Quella sera erano usciti da soli. Si erano baciati.
La bocca di Gaia era dolce.. la lingua lunga e sottile.. i denti perfetti, bianchissimi..

Tornando verso la Città si fermarono sul mare, in un luogo isolato.
Mezzanotte di luna e stelle. Serata perfetta.

Fu Gaia a guidarlo.
Vengo spesso qua. Mi piace perché è isolato. Nessuno che possa vedere o sentire..

Andrea ebbe un fremito. Pelle d’oca sulla schiena. Ci siamo..
Ci vieni spesso? Sola? Oppure con qualcuno?

Avrebbe voluto essere meno nervoso, ma di fronte allo sguardo allusivo di Gaia le parole gli erano venute fuori male.. Forse non era come pensava lui.. Forse si sbagliava e lei lo vedeva solo come un normale conoscente, un amico..
E se invece lei lo stava portando sulla spiaggia per fare l’amore? Se fosse stato così?
Non volle ancora farsi avanti.. Attese ancora un segnale..

Gaia lo guardò con occhi umidi, schiuse le labbra, i suoi denti fecero capolino.
Ci vengo a volte con dei ragazzi.. A volte con delle ragazze..
Ma quando me ne vado sono sempre sola..

Fu allora che Andrea le vide bene i denti..
E capì che, da sua nonna, Gaia, doveva averlo ereditato, quel qualcosa di “sgradevole”..