Cos’hanno i Messinesi che non va?
Cosa c’è in noi di sbagliato, deviante, unico? Perché continuiamo a vivere in una città sempre sull’orlo della prossima distruzione, senza pensare al futuro, senza cambiare il presente, senza nessun interesse per il passato? Qual è il nostro segreto, il mistero dei Messinesi?
Che cos’è davvero il Codice Cariddi?
Da qualche anno diversi ricercatori di tutta Italia stanno convergendo su un’indagine affascinante quanto inquietante: il terremoto del 1908 e anche tutti gli altri (numerosi) della storia di Messina hanno rilasciato nell’aria e soprattutto nelle nostre falde acquifere dei gas radioattivi e pericolosi, primo fra tutti il Radon. L’elevatissima concentrazione del Radon, strettamente connesso ai fenomeni sismici, è presente nell’area dello Stretto in una concentrazione pari a 600 volte quella di qualsiasi altro punto d’Italia.
Dopo essere emerso dalle profondità oscure sotto la nostra città, quando la superficie della terra si è spaccata, contorta, lacerata, questo gas è stato dai nostri avi a lungo inalato e acquisito tramite l’acqua potabile.
Esaminando le caratteristiche genetiche di circa 6 mila unità di sangue placentare e di circa 4 mila donatori di midollo osseo, gli studiosi si sono accorti di un elemento del codice genetico umano presente in maniera assolutamente fuori scala nel patrimonio genetico di messinesi e reggini. Questa molecola, detta HLA-DR11 in noi abitanti in riva allo Stretto è “mutata” rispetto alla “normalità” dell’individuo umano. Cosa questo comporti per la scienza e per lo studio della genetica non è in questo momento importante.
Quello che ci preme dire è invece che l’allele DR11 dimostra come noi Messinesi siamo figli del terremoto, possessori di un patrimonio genetico unico, derivato dalle nostre catastrofi passate e presenti.
A Messina il terremoto ce lo abbiamo nelle ossa.






