martedì 24 marzo 2009

Codice Cariddi 23: La Maledizione della Luna Piena


Messina è terra di Lupinari, fosche creature affette dal “mal di luna” e costrette da dolori lancinanti a contrarre i propri lineamenti fino ad assomigliare a bestie, con le schiene piegate e inarcate in avanti e le braccia pendenti verso il basso, rese furiose o soltanto sofferenti dalle proprie contratture e dalle scariche epilettiche del proprio male.

Che si tratti di creature stregate o sofferenti, incrociare di notte uno di questi nostrani uomini-lupo non è comunque cosa piacevole. I membri anziani della mia famiglia, ormai scomparsi, ne hanno incontrati più volte e sempre li hanno domati o sconfitti.
I loro racconti sono ricchi di particolari che posso divulgare: i Lupinari cercano luoghi umidi o hanno bisogno che qualcuno dia loro acqua o bagni il capo, arsi come sono da furioso calore corporeo; il loro verso è più un urlo di dolore che un ululato ferino; usciti di casa la notte, essi si spogliano dei vestiti per non rovinarli o essere riconosciuti, custodendoli in un luogo nascosto. All’alba, di ritorno, riprendono gli abiti e chiedono di rientrare raspando la porta, ma gli viene aperto solo quando i familiari sono sicuri che il mostro sia tornato uomo.

Si dice anche che deputati a sconfiggere i Lupinari siano i “Venerini”, bambini speciali nati di Venerdì che posseggono il dono di combattere al meglio questi uomini tormentati.


I rimedi tradizionali contro la Lupinarìa sono molti. Trafiggere la pelle con un ago d’argento, ad esempio, arresterebbe il male al suo manifestarsi e tracciare una croce con il carbone ardente sotto le palme dei piedi dei bambini, eviterebbe che essi contraggano il mal di luna.
Attenzione!
Sono sistemi infondati!


Se si incrocia un Lupinaro per strada, mai posizionarsi al centro di un incrocio, confidando nel fatto che esso eviti la croce, oppure spargere sale grosso a terra affinché si chini a contare uno per uno i grani.

Chi li ha incontrati lo sa: meglio salire una scala, un cancello o un muro, perché essi non possono arrampicarsi nemmeno di un gradino.


Tutti i Venerini della mia stirpe, che la sapevano lunga, consigliavano comunque il rimedio migliore.


Non uscire di casa nelle notti di luna piena.

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